Luigi Cerantola
PER OMBRE E LUCI
Ὁ δὲ ποιῶν τὴν ἀλήθειαν ἔρχεται πρὸς τὸ φῶς
Quieto ed invisibile ai prati verdeggianti sul golfo della sirena Partenope dormiva lo sterminator Vesevo quando dal mare giunse degli dei, bello di fama e di sventura, Ulisse: non vi sorgevano dimore ai vivi, né alcuno avrebbe imaginata una futura città degli estinti, ma vennero poi bagliori e tenebra, bombiti e silenzio, ed ora, dall’infere prigioni dissepolto, il breve lampo a noi di quel perduto esistere balugina, emersa impronta di chi godette i paradisi antichi, oscuro all’inesorabile destino di fuoco e trasfuso quindi in epifania di candida parvenza gloriante a luci ed ombre, laddove alle pendici cui già trionfò per sotterranea folgore la morte, vedi sul passo lieto di Persefone eterna l’odorata ginestra e, le magnifiche sorti e progressive serenando, dai rovi rigettar la rosa il fiore.